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ARTICOLO

Seconda domenica d'Avvento - "Amahl e i visitatori notturni"."



Domenica scorsa abbiamo riflettuto sul mistero dell'Avvento dalla prospettiva di un balletto. Questa domenica, invece, non ci viene incontro un balletto, ma un'opera lirica. L'opera di Gian Carlo Menotti, “Amahl e i Visitatori Notturni”, racconta la storia di un povero ragazzo con una disabilità alle gambe e di sua madre che ricevono la visita dei Re Magi mentre si recano a Betlemme.

Questa bellissima storia ci mette di fronte al dramma della povertà estrema di fronte alla ricchezza: il dramma di una madre che, indebolita dalla povertà, ruba il dono dei Magi. Questo furto pone le premesse per il perdono e la riconciliazione ed è il motto della scena finale, che per il momento rimarrà nascosta al lettore di questo articolo.

Quest'opera ci mostra come i contrasti tra povertà e ricchezza non siano incompatibili, anzi. Illuminati dal mistero della compassione e del perdono, possono essere così compatibili da diventare una vera e propria traduzione del mistero della redenzione, come quando guardiamo la prima lettura di questa domenica: “Il lupo vivrà con l'agnello e la pantera dormirà con il capretto; il vitello e il leone cammineranno insieme e un bambino li guiderà. Il vitello e l'orso pascoleranno insieme, i loro piccoli dormiranno fianco a fianco; il leone mangerà il fieno come il bue”. Is 11,6-9.

Come possiamo conciliare i contrasti nella nostra vita in modo che siano una traduzione del mistero della redenzione? Questa è la domanda che può rimanere come sfondo per una trasformazione interiore guidata dallo Spirito Santo. È questa la trasformazione che ci auguriamo durante l'Avvento: rendere i nostri contrasti e le nostre debolezze momenti di conversione interiore.

L'opera si conclude con il gesto del povero ragazzo che offre la sua stampella ai Magi perché la portino in dono a Gesù. Amahl vede nel dono dei Magi la possibilità di fare un'offerta e dona loro la sua stampella, offrendo a Gesù le sue sicurezze affinché possa finalmente guarire dalle sue malattie.

Forse è questo il segreto della guarigione: offrire tutte le nostre sicurezze affinché, nello spazio della nostra povertà, si realizzi il mistero della redenzione. E se il segreto del Natale fosse la povertà? La povertà di spirito ci apre al Regno dei Cieli, come ci dicono le Beatitudini. Infatti, solo un povero può veramente indicare la via della vera ricchezza. In questo Avvento, mentre prepariamo la via del Signore, come ci chiede Giovanni Battista nel Vangelo di oggi, non accumuliamo, non risparmiamo, ma offriamo tutto! Perché in quel nulla che emergerà dalla nostra offerta, nascerà Gesù!

Sr Sophie Alves, asm


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